04 – Palazzo dei Monaci

Svolta del Podere – Caprile – Pratieghi – Valdazze – Montalto – Passo di Viamaggio – M. Macchione – Palazzo dei Monaci – Viamaggio – Svolta del Podere

Partenza e Arrivo:
Svolta del Podere (Badia Tedalda)
Lunghezza:
km. 34
Dislivello totale in salita:
m. 686
Quota di partenza:
m. 837 slm
Quota minima:
m.699 slm
Quota massima:
m. 1.036 slm

Descrizione

Questo giro - che prende il nome dal suggestivo sito medievale su cui sorgeva un "ospitale", ossia un luogo di ricovero per viandanti e pellegrini, gestito dai monaci - consente di visitare due tra i più interessanti siti con resti delle fortificazioni della Linea Gotica: Montalto e Monte Macchione. Costruiti entrambi secondo la stessa tipologia, si trovano su due "guglie" ai lati della strada che sale al passo di Viamaggio e sono "a vista" tra di loro; costituivano quindi due punti ottimali per il tiro incrociato sulla suddetta strada.

Dalla Svolta del Podere, piccola frazione posta sulla provinciale che collega Badia T. al Passo di Viamaggio, si scende nella valle del Marecchia in direzione di Caprile, si prende la deviazione che entra nell’abitato e con la vecchia strada sterrata ci si riporta a monte sulla provinciale per Pratieghi. Nelle vicinanze di Caprile brevissime deviazioni (segnalate sul posto) consentono di visitare le poche postazioni tedesche rimaste, di un importante ed articolato complesso di fortificazioni andato perduto.

Seguendo la provinciale si giunge quindi a Pratieghi, alle prime case si svolta a sinistra verso il cimitero, ma prima di arrivarci si prende a sinistra la vecchia strada sterrata che conduce al crinale, si sale dolcemente nel bosco fino ai ruderi di Valdazze di Sotto poi ancora su fino alla località turistica di Valdazze. Anche qui, le poche postazioni rimaste (segnalate sul posto) non consentono di immaginare il notevole schieramento difensivo allestito per difendere la dorsale che sovrasta la val Tiberina. Si prosegue ora su strada asfaltata verso il passo di Frassineto e Pieve Santo Stefano per poi girare a sinistra per il Passo di Viamaggio.

Appena prima del Passo, si può fare una breve deviazione in bici (ultimo tratto a piedi) per raggiungere la cima del Montalto, dove un cospicuo nucleo di resti di postazioni di tiro, di avvistamento, di ricovero, ecc. testimonia che questo poggio che sovrasta Pieve Santo Stefano e l’Eremo del Cerbaiolo era un importante presidio sulla Val Tiberina. Per la visita al Montalto si imbocca a destra - prima di giungere all’incrocio del valico di Viamaggio - la strada bianca che scende all’Eremo del Cerbaiolo e si seguono le segnalazioni del Sentiero CAI n° 2 e del “Cammino di Francesco” fino al grande casale in località “le Camerelle”. Superato il casale si scende ad un pianoro erboso; qui si lasciano le bici e si prende a destra un sentiero sul prato, inizialmente poco marcato ma ben visibile poi nel bosco, che entra nella Riserva Naturale del Bosco di Montalto e in breve si raggiunge la cima, dove si trovano i resti della Linea Gotica.

Ritornati al Valico di Viamaggio, si prende in discesa in direzione di Sansepolcro fino al Passo la Traforata, oltre il quale (3,3 km dal Passo) si lascia la provinciale e si va a sinistra su una strada bianca sbarrata da un grande cancello di ferro (apribile da chiunque, ma da richiudere sempre). Ora si risale in modo graduale verso il crinale passando sotto il Monte Macchione. Una deviazione di 10 min. di cammino consente di raggiungerne la sua cima, e di visitare una delle “cittadelle” della Linea Gotica meglio attrezzate, con numerose buche di appostamento, di tiro, di ricovero truppa e di deposito sotterraneo di munizioni ancora visibili.

Riprese le bici si continua a salire fino al crinale dove si incontrano i segnavia del “sentiero CAI 00” che segue, per alcune centinaia di metri verso est, la stessa strada fino al Passo dello Spugnolo, dove si lascia lo “00” e si prende a sinistra il sentiero CAI n° 1. Qui la mulattiera poco utilizzata è invece di grande importanza storica essendo una via di attraversamento dell’Appennino fin dal Medioevo. Si scende così a Palazzo dei Monaci, ruderi di un monastero che fungeva anche da ricovero per i pellegrini; abbandonato dai monaci, è stato poi utilizzato nei primi del Novecento da allevatori e contadini, infine dal secondo dopoguerra è stato purtroppo lasciato alla decadenza e all’oblio.

Il sentiero, ora molto più scorrevole scende al torrente, lo guada e risale infine alla frazione di Viamaggio, sede dell’antica dogana e storica residenza della più importante famiglia di possidenti terrieri ed allevatori dell’Alta Valtiberina, i Biozzi (il cui nome è legato anche ad una delle vie della transumanza che dagli Appennini conducevano le greggi in Maremma). Da Viamaggio, già sulla strada provinciale, si scende a destra per ritornare in breve al punto di partenza.